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Arrestato uno degli hacker che hanno “bucato” il profilo del fondatore di Twitter
Post by: Infotech
15/01/2020 14:45

È stato fermato uno dei presunti responsabili dell'attacco al profilo del fondatore del social network, Jack Dorsey, con cui hanno twittato insulti razzisti

Jack Dorsey, CEO e co-fondatore di Twitter

È stato individuato e arrestato uno dei presunti responsabili dell'attacco sim swap che ha compromesso l'account del fondatore e amministratore delegato di Twitter, Jack Dorsey, a inizio settembre. Il sospettato è un adolescente ex leader della Chuckling Squad, gruppo di hacker già responsabili della violazione degli account di youtuber e celebrità, tra cui l'attrice Chloe Grace Mortez.

Sebbene finora il ragazzo abbia negato le accuse, Debug, un altro membro del gruppo di hacker, ha affermato a Motherboard che il presunto colpevole “lavorava attivamente per noi fornendo i numeri di telefono delle celebrità e dei personaggi pubblici e ci ha aiutato a hackerarli”, aggiungendo poi che il ragazzo era stato espulso dal gruppo a ottobre.

Dopo aver violato l'account di Dorsey, il gruppo di hacker aveva pubblicato, a nome del patron di Twitter, una serie di minacce bomba, frasi che inneggiavano Hitler e vari insulti razzisti. L'attacco al profilo di Jack Dorsey ha indotto Twitter a eliminare la funzionalità che permetteva di twittare tramite sms finché non avessero trovato una misura di sicurezza per evitare che episodi del genere si ripetessero.

L'individuo arrestato ha avuto il compito di procurarsi il numero di telefono di Jack Dorsey ma il resto dell'attacco è stato completato dagli altri membri della Chuckling Squad.

L'attacco tramite sim swap prevede che gli aggressori riescano a ingannare il gestore telefonico e a farsi consegnare la gestione del numero scambiando i numeri delle sim. Nel caso dell’attacco a Twitter, gli hacker hanno utilizzato il servizio Cloudhopper per twittare inviando i tweet tramite sms. L'arresto è arrivato durante un'azione delle forze dell'ordine verso una rete di sim-swapper che utilizzavano questa tecnica di attacco per minacciare la Swat, compiere furti di criptovalute e hackerare gli account degli agenti di polizia membri della task force californiana React.


Fonte: WIRED.it
 
 
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